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Lebenslauf Giuliano Bignasca

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Giuliano Bignasca Giuliano Bignasca
Giuliano Bignasca
War ein Schweizer Bauunternehmer, Verleger und Politiker (Lega dei Ticinesi). | Was a Swiss publisher and politician. Died in 2013.
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KANDIDATENBESCHREIBUNG: 

Giuliano Bignasca Lebenslauf

GER:

 

Giuliano Bignasca (* 10. April 1945 in Lugano; † 7. März 2013 in Canobbio); heimatberechtigt in Sonvico, war ein Schweizer Bauunternehmer, Verleger und Politiker (Lega dei Ticinesi).

 

Politik

1989 lernte er Flavio Maspoli durch die gemeinsame Parteizugehörigkeit bei der FDP kennen. Sie lancierten das von Bignasca finanzierte Gratisblatt «Il Mattino», das zu ihrem Machtinstrument und später zur Parteizeitung der Lega wurde.

 

Von der FDP enttäuscht, gründete er 1991 die Protestpartei Lega dei Ticinesi. Die Boulevardpresse bezeichnete Bignasca als selbsternannten Präsidenten der Lega dei Ticinesi auf Lebzeiten. Obwohl «Il nano» (der Zwerg), wie Bignasca wegen seiner Statur genannt wurde, mehrfach durch Kokainkonsum, Beschimpfungen und dubiose Geschäfte in die öffentliche Aufmerksamkeit geriet, wurde die Lega zur zweitstärksten Partei des Tessins. 1995 und 1999 bis 2003 war er im Nationalrat. Ab 2000 bis zu seinem Tod war er als Regierungsmitglied der Stadt Lugano für die Bereiche öffentliche Bauten, Jugend und Freizeit sowie städtische Dienste zuständig.

 

Gegen Bignasca wurden mehrere Gerichtsverfahren wegen Ehrverletzungen angestrengt, da er ihm missliebige Politiker und Amtspersonen in der Parteizeitung kritisierte. Der als Unikum in der Politlandschaft geltende Bignasca sprach alle mit «du» an und trug ab und zu Anzüge, aber so gut wie nie eine Krawatte. Seine etwas langen Haare, die früher zu einem Rossschwanz zusammengebunden waren, wurden zu einem Markenzeichen. Bewunderer wie auch Gegner attestierten dem «Politclown» einen ausgeprägten politischen Instinkt. Er sei zudem nie nachtragend.

 

Am 26. Juli 1991 machte er mit seiner «Freiheitskarawane» auf sich aufmerksam, als er mit Sympathisanten auf der Autobahn A2 von Airolo nach Chiasso bummelte. Dieser Protestanlass gegen Tempolimiten auf Autobahnen verursachte ein grosses Verkehrschaos im Sommerreiseverkehr. Er verbrachte im Juni 1994 eine 24-tägige Haftstrafe in Halbgefangenschaft. Mitte 1995 rutschte er in den Nationalrat nach, bei den Erneuerungswahlen im gleichen Jahr wurde er aber nicht wiedergewählt. Als erneuter Nationalrat von den Wahlen 1999 bis 2003 blieb er zahlreichen Sitzungen fern.

 

Im Juni 2003 wurde er vom Büro des Nationalrates mit einem Verweis belegt, nachdem er in einer Wahlsendung gesagt hatte: «Man sollte alle Umweltschützer in eine Telefonkabine sperren und dann auslöschen wie den serbischen Premier Zoran Djindjic.» Bignasca entschuldigte sich daraufhin.

 

2006 wurde er gebüsst, weil er in seiner Parteizeitung Leser aufforderte, fixe Radargeräte abzumontieren und eine Belohnung pro abmontiertem Gerät versprach. Aus Freude am Wahlerfolg 2007 schoss er mit einem Sturmgewehr 90 von der Terrasse seines Büros aus Salven gegen den Himmel. Im Lauf waren seinen Aussagen nach Platzpatronen. Nach einem Strafverfahren wurde er wegen öffentlicher Ruhestörung mit einer Busse von 50 Franken bestraft. 2007 wurde wegen Verstosses gegen das Antirassismusgesetz gegen ihn ermittelt. Er hatte in seinem Parteiblatt die Schweizer Fussballnationalelf kritisiert, in der seiner Meinung nach zu viele dunkelhäutige Spieler aufliefen.

 

quelle

 

 

ITA:

 

Giuliano Bignasca (Lugano, 10 aprile 1945 – Canobbio, 7 marzo 2013) è stato un imprenditore e politico svizzero del Canton Ticino.

 

Biografia

Originario di Cavergno, domiciliato a Lugano, presidente del movimento della Lega dei Ticinesi, da lui stesso fondato nei primi anni novanta, con un richiamo esplicito alla Lega Lombarda-Lega Nord di Umberto Bossi. È stato consigliere nazionale dal 1995 al 1999 - Camera bassa del Parlamento elvetico - e, dal 2000 fino al 2013, è stato municipale per il Comune di Lugano.

 

Scalpellino di formazione e, in gioventù, calciatore (nell'FC Lugano) in serie A svizzera, dirige con il fratello Attilio un'impresa di costruzioni (la A+G Bignasca di Lugano) e siede nel Consiglio di amministrazione di alcune società. Nel 1989 e nel 1993 viene condannato per detenzione di sostanze stupefacenti. Paladino dell'antifrontalierato italiano, nel 1993 venne condannato dalla Corte di Lugano per aver impiegato una dozzina di operai jugoslavi senza permesso di lavoro. Nel 1990 crea, insieme con Flavio Maspoli, il domenicale a distribuzione gratuita Il Mattino della Domenica, nel quale scrive articoli argomentando con stile graffiante e privo di eufemismi, ed a volte esprimendosi sopra le righe, temi quali l'opposizione all'ingresso della Svizzera nell'Unione Europea, la richiesta di precedenza ai residenti in Ticino nell'assegnazione dei posti di lavoro, la necessità del mantenimento dell'autonomia dei Cantoni e altri. Al settimanale si affianca, a partire dall'ottobre 2007, il quotidiano su Internet MattinOnline.ch.

 

Ha fatto scalpore coi suoi modi con la prima pagina "Troppi neri in nazionale", riferendosi ai giocatori della nazionale svizzera di calcio. Istituì, provocatoriamente, una taglia sui radar per il controllo della velocità dicendo di pagare 500 franchi per ogni scatola di radar e 1500 per l'intero apparecchio. Per questo motivo è stato condannato per "pubblica istigazione alla violenza e ingiuria" dal tribunale distrettuale di Bellinzona. In televisione tende a esprimersi senza mezzi termini. Bignasca fa parlare di sé anche in Italia quando, nel 2005, invita il capo della Lega Nord Padania Umberto Bossi a tenere un comizio a Lugano, nell'ultima dimora del federalista lombardo Carlo Cattaneo.

 

Nello stesso anno sostiene la nascita del gruppo dl Movimento dei Giovani Leghisti, formazione giovanile all'interno del movimento. Nell'ottobre 2006 il gruppo stipula un Patto di gemellaggio con il Movimento Giovani Padani della Provincia di Lecco, movimento giovanile della Lega Nord, guidato dal mandellese Giovanni Pasquini, vicecoordinatore del MGP locale. Alla firma dell'accordo sono presenti il granconsigliere ticinese Norman Gobbi ed il coordinatore federale MGP Paolo Grimoldi. Fra le iniziative comuni sorte a seguito dell'accordo internazionale, una petizione da presentare al consiglio di Stato di Bellinzona affinché nelle province lombarde vicine al confine svizzero si possa tornare a ricevere la Televisione svizzera di lingua italiana (TSI) come già avveniva sino a metà degli Anni '90, senza l'uso del decoder.

 

Il 1º aprile 2007, grazie al sostegno della candidatura del consigliere di Stato Marco Borradori, la Lega si impone alle elezioni come secondo partito del cantone con il 19.68% dei consensi, ad una distanza di quasi il 2% circa rispetto al primo partito, il Liberali-Radicali. Viene anche eletto come membro del Gran Consiglio il figlio di Giuliano Bignasca, Boris Bignasca. Il 21 ottobre dello stesso anno, in occasione delle consultazione federali, strappa un buon risultato per la Lega ottenendo il 12.6 % dei consensi cantonali e la riconferma del seggio a Berna per il fratello Attilio Bignasca.

 

Il 2 febbraio 2010 si incontra di nuovo con Bossi a Lugano per parlare dello scudo fiscale, dei "fiscovelox" della Guardia di Finanza e per parlare del segreto bancario nell'economia ticinese e dell'Insubria. Alle elezioni cantonali del 2011, la Lega dei Ticinesi di Bignasca incrementa ancora i propri consensi. Con il 19,62% dei voti si conferma il secondo partito nel legislativo (dietro al Partito Liberale, con il 21,29% delle preferenze), ma - grazie alla alleanza elettorale con l'UDC - diviene il partito di maggioranza relativa nell'esecutivo cantonale (il Consiglio di Stato) con il 25,94% dei voti, superando, per la prima volta, il Partito Liberale (che ottiene il 21,99% dei consensi). Nel 2011 si è incontrato con l'ex ministro dell'interno della Lega Nord Roberto Maroni a Lugano dove si è avuto un incontro su temi prettamente fiscali.

 

Alla fine di agosto dello stesso anno si lancia in una nuova impresa editoriale. In aperta critica al tabloid gratuito "20 Minuti", creato da TA media (potente gruppo editoriale della Svizzera tedesca, fonda il trisettimanale dal titolo "10 Minuti-10 Minüt", che distribuisce nelle stesse cassette del "Mattino della Domenica". Il taglio giornalistico non si discosta significativamente dal fratello maggiore ed anche in questo caso non manca di generare ampio dibattito e polemiche fra gli avversari politici della Lega.

 

È scomparso improvvisamente a Canobbio vicino Lugano all'età di 67 anni il 7 marzo 2013 alle 8:30 del mattino. L'8 marzo è stata fatta l'autopsia all'Istituto patologico di Locarno che ha stabilito che la morte è avvenuta per cause naturali, Bignasca infatti soffriva da tempo di disturbi cardiocircolatori, tanto è vero che sulla stampa si parlò di possibili cause come aneurisma cerebrale o infarto.

 

I funerali di stato si sono svolti il 9 marzo con un corteo che è partito dalla sede della Lega dei Ticinesi fino al cimitero di Lugano dove è stato sepolto, al funerale hanno partecipato 5.000-6.000 persone ed erano presenti alcuni membri importanti della Lega Nord come Umberto Bossi, Roberto Maroni, Mario Borghezio, Francesco Speroni e lo "stato maggiore" della Lega dei Ticinesi con i consiglieri di stato Marco Borradori, Norman Gobbi e del sindaco di Lugano Giorgio Giudici, il fratello Attilio e il figlio Boris. Il funerale era presente l'esercito svizzero che sventolava bandiere del Ducato di Milano, dell'Insubria e a quelle militari ticinesi e delle Guardie di Confine svizzere.

 

fonte

10. Januar 2013

updated: 2014-07-07

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